Cibernetica e autoregolazione: da Timothy Leary alle moderne neuroscienze

Posted on mer 22 luglio 2015 in Blog

Articolo del 2011 di Cristina Coccia.

"Subiamo mutazioni e diventiamo un'altra specie e ora ci spostiamo verso Ciberia. Siamo creature che strisciano verso il centro del mondo cibernetico. Ma cibernetica è la materia di cui è fatto il mondo. La materia non è altro che informazioni congelate." Timothy Leary, in Caos e Cibercultura, immagina che tutto sia ormai riconducibile alla cibernetica, in un mondo esprimibile come un sistema di informazioni da analizzare, decodificare e plasmare secondo la nostra volontà. Cibernetica è un termine che Norbert Wiener riporta alla luce, desumendolo dal greco Kybernetes, riconducibile a Platone e al Libro Primo della Repubblica. In realtà, in quel discorso, il filosofo ateniese sosteneva l'importanza della figura del "timoniere", come governatore della nave e, metaforicamente parlando, come individuo capace di dirigere, consigliare ed esercitare il potere sugli altri cittadini. "Il timoniere non si chiama timoniere perché naviga, ma per la sua arte e la sua autorità sui marinai…Perciò un simile timoniere e capo non ricercherà e non imporrà l'interesse del timoniere, ma quello del marinaio e di chi gli è soggetto".

Timothy Leary

Lo stesso Timothy Leary s'impegna ad esaminare e comprendere il perché, proprio nell'era della cibernetica, che si fonda su questo concetto di governo, la "democrazia" sia diventata, invece, "governo da parte della maggioranza/folla e nemica della libertà individuale." "Non appena furono disponibili i dispositivi cibernetici di comunicazione il potere politico fu afferrato da coloro che governano le onde dell'etere." E quindi continua sostenendo che "nei primi anni (1950 - 1990) dell'era delle informazioni elettroniche, la capacità dei governanti religioso-industrial-militari di manipolare la televisione cambiò la democrazia facendone, da fenomeno di comunità, un totalitarismo maggioritario basato sulla manipolazione nelle ore di massimo ascolto. I media cibernetici in mano a politicanti dotati di budget pubblicitari scandalosamente grandi si sintonizzano sull'Mdc (minimo denominatore comune). Anche le nuove e fragili democrazie dell'Europa orientale dovranno probabilmente passare per questa fase di elezioni televuote da marketing manipolato dai maghi degli spot e della pubblicità disonesta. E queste sono le notizie brutte. Quella buona è che non è possibile controllare i media cibernetici". Fortunatamente diremmo, ma è ancora così?

Norbert Wiener

Chiudendo questa parentesi sociologica e tornando a Wiener, definiamo questa scienza come lo "studio del controllo e della comunicazione negli animali e nelle macchine". Per fissare le basi della cibernetica, che poi hanno dato modo a biologi, ingegneri, matematici, filosofi e neurologi di dare origine a peculiari studi orientati verso la conoscenza degli organismi artificiali e dei meccanismi della mente umana, è necessario porre la nostra attenzione su tre gruppi di concetti astratti: quelli relazionali di base, quelli che identificano i processi dinamici di un sistema e quelli che riguardano le sue strutture cicliche di controllo e orientamento ad uno scopo. I concetti del primo gruppo sono: sistema, varietà, vincolo, entropia e informazione. Ogni sistema ha, in sé, dei possibili e potenziali stati alternativi che questo avrebbe potuto raggiungere ma non lo ha fatto. Perché? Per rispondere al quesito, è necessario distinguere tra sistema e ambiente, isolando le proprietà che un sistema possiede o meno e identificandole, successivamente, con dei valori continui e discreti. L'insieme di tutti questi valori, assegnati alle proprietà del sistema, definiscono lo stato; l'insieme dei possibili stati è lo spazio degli stati. Ogni sistema ha un numero di possibili stati che potrebbe assumere e denominiamo questo valore come la sua varietà, che rappresenta una sorta di grado di libertà in cui il sistema si muove. Purtroppo esistono dei vincoli che riducono la varietà effettiva del sistema e questi vincoli si relazionano alla varietà stessa con formule che calcolano l'entropia di un sistema, in base alla distribuzione della probabilità di verificarsi di un certo stato. L'entropia è massima se tutti gli stati di un sistema sono equiprobabili. In realtà, il vincolo diminuisce l'entropia del sistema e questa diminuzione è misurabile con il concetto di informazione.

Nel secondo e nel terzo macrogruppo ci sono concetti che classificano i processi circolari in cui un sistema può incorrere: l'autoapplicazione, l'autoorganizzazione, la chiusura e i cicli di retroazione e di controllo. Per William Ashby, un sistema tende ad un equilibrio autoorganizzandosi e, se il sistema è formato da sottosistemi, essi tendono ad adattarsi a vicenda. Più un sistema diviene complesso, come, ad esempio, può esserlo il nostro sistema nervoso o un sistema di reti neurali artificiali, più questi concetti di base, che abbiamo descritto finora, si raffinano e iniziano a ramificarsi in una gerarchia che comprende modellizzazioni, simulazioni, analisi su apprendimento, cognizione e conoscenza.

Per questo motivo la cibernetica incontra, in questi ultimi anni, varie discipline come l'ingegneria, la biologia, la psicologia e le neuroscienze. Dopo la seconda guerra mondiale lo studio dei meccanismi di controllo, in ingegneria, si sviluppò in maniera esponenziale, basandosi su presupposti come lo studio della valvola a vapore di Watt e sulla realizzazione di meccanismi più sofisticati.

Cibernetica: Maxwell Maltz

Nell'analisi biologica e fisiologica, si iniziò a parlare di autoregolazione di sistemi viventi e, a questo proposito, successivamente, nel 1960, Maxwell Maltz pubblicò un testo dal titolo Psicocibernetica, analizzando come, nel nostro subconscio, esista un servo-meccanismo che lavori per uno scopo, e che funzioni come un sistema guida che ci indirizza verso un determinato traguardo, automaticamente, ma che possiamo imparare a governare con la nostra coscienza. Lo stesso Weiner sosteneva che non sarebbe mai stato possibile, in un futuro, costruire un cervello elettronico paragonabile al cervello umano, in quanto sarebbe sempre mancato un operatore che avesse avuto l'immaginazione e la capacità di governare il suddetto servo-meccanismo. Alcuni fisiologi come il Dr. John C. Eccles evidenziano come la nostra corteccia cerebrale sia formata da una fitta rete neuronale attraverso cui passano stimoli elettrici ogni volta che pensiamo, ricordiamo o immaginiamo. Ad ogni nostro apprendimento, si stabilisce nel cervello una sorta di tatuaggio, un engramma, una traccia mnestica che conserva gli effetti dell'esperienza nel tempo e che viene messa da parte nel tessuto cerebrale per poterla, poi, tirare fuori al momento opportuno, quando viene riattivato un ricordo o innescato un processo cognitivo. Il nostro compito principale, come "timonieri" del nostro servo-meccanismo, è riportare in vita questi modelli d'azione che sono stati appresi in passato.

Circuit 6

In realtà, la nostra mente possiede numerose ed insospettabili potenzialità, di cui non siamo consapevoli. I livelli di consapevolezza della mente, secondo il Dr. Timothy Leary, sono otto e noi riusciamo, solitamente, ad accedere soltanto ai primi quattro. Successivamente, esistono altri quattro circuiti (chiamati così in riferimento, probabilmente, agli engrammi di cui abbiamo parlato precedentemente), che ci danno accesso a capacità empatiche maggiori, alle esperienze extracorporee, alla riprogrammazione della nostra psiche e infine a prendere contatto con la nostra mente universale. Questa "mente universale" è un concetto rintracciabile nelle filosofie indiane, in particolare nella divinità Brahma (la Prima persona della Trimurti, il Principio Creatore, che, in quanto tale, contiene in sé tutto l'universo, ma che è a sua volta presente in ogni creatura), ed è esplicabile come una sorte di coscienza collettiva, comune a tutti gli individui, che creerebbe una rete universale completa, includendo tutte le singole menti, collegate con una superiore, nella quale potrebbero identificarsi.

L'accesso a queste facoltà può avvenire, secondo Leary, tramite meditazione, impegni spirituali e varie esperienze di coscienza espansa, raggiungibile con l'ingestione di sostanze psichedeliche, come mescalina e DMT (che fungono da chiave chimica per il sistema nervoso) o con yoga ed esperienze di deprivazione sensoriale.

John Lilly

Metodi di deprivazione sensoriale furono studiati dall'inventore della vasca di deprivazione, il neurofisiologo John Lilly, che iniziò a costruire questo dispositivo nel 1954, combinando gli effetti di LSD e ketamina (un anestetico per uso prevalentemente veterinario) su soggetti immersi in una soluzione di solfato di magnesio, (mantenuta a temperatura corporea), in uno stato di completo isolamento da stimoli sensoriali esterni. Il risultato di tale combinazione di fattori era il raggiungimento di uno stato onirico profondo che portava ad allucinazioni e alla possibilità di arrivare a livelli di introspezione prima inconcepibili.

A questo proposito, si ricorda il film Stati di allucinazione (Altered States - di Ken Russell) del 1980, tratto quasi esclusivamente dagli studi di John Lilly. Estendendo la nostra mente a questi livelli, non è da escludere, secondo la maggior parte dei neurofisiologi e degli studiosi della mente, che ci si possa avvicinare alla coscienza collettiva di cui parlavamo poc'anzi. Spingendosi ancora oltre, Lilly ipotizzò un ulteriore organismo di controllo globale, una o più reti di individui con un grado di coscienza superiore, che governino le coincidenze che si verificano casualmente sulla Terra, un comitato chiamato E.C.C.O. (Earth Coincidence Control Office). Quest'idea è anche alla base del racconto di Dick "Squadra riparazioni" (Adjustment Team), adattato al cinema nel 2011 con il deludente The Adjustment Bureau.

Waking Life

Il cinema è stato fortemente influenzato dalla cibernetica, soprattutto nella fantascienza cyberpunk degli anni 80 e 90, ma, tralasciando questo specifico filone cinematografico, è doveroso portare all'attenzione un interessante film d'animazione, girato in rotoscope nel 2001, Waking Life (di Richard Linklater), che affronta il tema dell'onironautica, in un efficace quadro che ritrae l'attuale contesto sociale, discutendo di libero arbitrio, esistenzialismo, coscienza collettiva, istinto ed evoluzione. In un punto in cui si parla di evoluzionismo, un personaggio afferma: La nuova evoluzione nasce dall'informazione, da due tipi di informazione: digitale e analogica. La digitale, è l'intelligenza artificiale; l'analogica deriva dalla biologia molecolare, dalla clonazione dell'organismo, e le due si incontrano nella neurobiologia.

Scienze Conigitive

E' proprio da questa bipartizione che hanno origine tutte le discipline che derivano dalla cibernetica: non esiste più un quadro unitario, ma ci sono alcuni cibernetici che si muovono nell'ambito dell'informatica e della teoria degli automi e altri, invece, attivi nel settore dell'intelligenza artificiale, che volgono maggiormente la loro attenzione verso gli aspetti filosofici e psicologici del rapporto mente-macchina. Questi tipo di ricerca è riconducibile al campo delle neuroscienze. Le discipline scientifiche che raggruppiamo sotto il nome di neuroscienze fanno parte dell'anatomia, della biologia molecolare, della biochimica, della fisiologia, della genetica e della patologia del sistema nervoso. Partendo da questo contesto, che mira ad una descrizione morfologica e fisiologica dei meccanismi di percezione, apprendimento, memoria e linguaggio, si sale ad un livello superiore, in cui le neuroscienze s'intersecano con le scienze cognitive, un insieme di settori disciplinari che studiano i meccanismi di cognizione dei sistemi pensanti, partendo da quelli più elementari, che fungono da modelli, per arrivare ai più complessi, siano essi biologici o artificiali. Le scienze cognitive, essendo multidisciplinari, creano connessioni, spesso effetto di collegamenti che si sviluppano in maniera consequenziale, tra: filosofia, linguistica, psicologia, informatica, antropologia e neuroscienze. Le discipline che fanno parte delle suddette scienze sono: la neurofisiologia, la neuroscienza cognitiva, la psicologia cognitiva, l'intelligenza artificiale (AI), la linguistica cognitiva e la filosofia della mente.

Neurone Specchio

E' lecito pensare che proprio questo tipo di analisi dei nostri processi cognitivi ed emotivi, sia alla base di una possibile evoluzione: ogni essere umano vive, pensa, percepisce ed immagina in maniera diversa rispetto a qualunque altro individuo. Questa singolarità è un fattore che ci dà modo di evolverci, adattandoci a differenti contesti sociali, relazionandoci con gli altri e decidendo quali comportamenti imitare o evitare. Creiamo continui equilibri con l'ambiente nel quale esistiamo, e, per comprendere quale sia il processo evolutivo più conveniente, la strategia migliore è analizzare noi stessi, i meccanismi alla base del comportamento individuale, risultato dei nostri bisogni e dei nostri desideri. Bisogna smettere di pensare che l'evoluzione sia un processo esterno, passivo, in cui la consapevolezza di sé non giochi un ruolo fondamentale. Dobbiamo imparare a governare il singolo individuo per realizzare le sue potenzialità, per sommare e amplificare le coscienze individuali, per non esistere più come sistemi separati da membrane impenetrabili, ma come membri di una rete globale, di un sistema che lavora e si evolve grazie all'autoconsapevolezza delle sue parti. Forse questo è l'unico modo per "comprendere" ed "apprendere" l'arte del governare le nostre menti, creando una nuova intelligenza che non abbia limitazioni nel tempo e nello spazio, capace di adattarsi e di essere, al tempo stesso, parte integrante dell'ambiente, mantenendo e valorizzando, tuttavia, l'unicità di ogni individuo, in quanto singolo sistema pensante.