Robota - seconda parte

Posted on gio 21 aprile 2016 in Blog

Continuazione della prima parte.

Sviluppi presenti e futuri

L’avanzamento delle tecniche di manipolazione delle immagini biologiche, ebbe due sviluppi. Il primo fu l’esecuzione del codice delle immagini in una realtà virtuale. Gli individui duplicati venivano eseguiti o, per così dire, ‘risvegliatì, nell’elaboratore in una simulazione atta a fornire tutti gli stimoli e l’interazione necessaria al funzionamento del loro organismo digitalizzato. Si scoprì presto che la velocità di elaborazione non era importante, in quanto, sia il mondo simulato che il costrutto, “giravano” all’interno dello stesso sistema: un’eventuale rallentamento della simulazione coinvolgeva anche l’esecuzione del costrutto e, come conseguenza, dal suo punto di vista non veniva percepito alcun cambiamento. Questo permise di concentrarsi maggiormente sulla realisticità e sui dettagli della simulazione. Nonostante ciò, questa branca di studi, è attualmente bloccata da un problema che non ha ancora trovato soluzione. Pare infatti che i costrutti, a lungo andare, sviluppino quelli che, in equivalenti umani, chiameremo disturbi comportamentali e, in taluni casi, delle forme di chiusura molto simili all’autismo.

Jeyn Adlash, il musicista

Il secondo sviluppo arrivò a compimento durante il famoso caso del duplicato di Jeyn Adlash, il noto artista pop che pubblicava per la Ardil. Esso fu uno dei primi artisti duplicati di grande successo, erede artistico del suo originale, prematuramente morto in un tragico incidente d’auto. La Ardil stessa, con una mossa lungimirante, fece commissionare la creazione di un replicante del suo artista di punta proprio nel momento del suo maggior successo. L’immagine mnemonica del duplicato venne manipolata in modo che i processi cognitivi che negli ultimi due anni gli permisero tali sorprendenti successi, avessero una probabilità maggiore di venire stimolati. Vennero inibiti quelli più sconvenienti, e l’immagine del suo fisico ringiovanita. Una procedura, questa, ormai diventata abituale nel mondo dello spettacolo. Jeyn Adlash Secondo, lavorò in team con il proprio originale fino al momento del decesso. In seguito, rimanendo legato alla Ardil come proprietà, continuò a produrre album di grande successo.

So di non godere degli stessi diritti di tutti gli altri artisti originali, ma lo accetto. Mi piace fare questo lavoro, amo comporre e suonare. è la mia più grande gratificazione. Se fossi un originale, se non fossi legato alla mia casa produttrice con un contratto di proprietà, penso che cercherei comunque di arrivare ad ottenere la posizione che ho adesso, perché è questo il mio più grande desiderio. è ciò che ho sempre desiderato fare fin da bambino.

La situazione era destinata a cambiare, tanto velocemente quanto cambiano le mode. Il pubblico iniziò ad annoiarsi dello stile di Adlash, le vendite calarono e la casa discografica dovette scegliere un nuovo stile e cercare un nuovo artista di punta da promuovere. Fu così che gruppi dai suoni abrasivi come i Frag ed i Trabtu divennero gli alfieri della nuova moda. Ogni produttore aveva il proprio pool di artisti conformi al nuovo stile, ed Adlash Secondo venne licenziato, conseguendo comunque una liquidazione di tutto rispetto. Venne presto dimenticato. Per un periodo, continuò a comporre e suonare cercando di ottenere un nuovo contratto, a qualsiasi condizione, ma non vi riuscì. Al contrario, ricevette una missiva, da parte dei legali di Ardil, che lo diffidavano ad utilizzare i pezzi di Jeyn Adlash originale, ed a comporne di simili. Frustrato dalla situazione, divenne sempre più schivo. Iniziò a vivere come nomade nel suo furgone che fungeva anche da studio di registrazione. Difficilmente rimaneva nello stesso luogo per più di una settimana. Decise di cambiare nome in Zy Keenma e continuare a comporre rilasciando le proprie opere in pubblico dominio.

Contemporaneamente, iniziò a raccontare pubblicamente la propria storia e rilasciare dichiarazioni molto critiche sull’industria dell’intrattenimento ed in particolare sull’etichetta di cui era stato proprietà. Entrò in contatto con alcuni gruppi di attivisti e di pirati informatici e diventò uno fra i primi promotori delle lotte per i diritti dei duplicati e, a tutt’oggi, ancora il più noto. Le manipolazioni di cui era stato oggetto gli impedivano di compiere atti distruttivi sia su se stesso che sugli altri, ma non gli impedirono di sostenere e finanziare alcuni gruppi di attivisti hacker impegnati nello spionaggio delle aziende finanziatrici della tecnologia di duplicazione della coscienza.

Zy Keenma l’attivista

Quando vennero sviluppati gli algoritmi più avanzati di manipolazione ed iniziarono ad essere applicati ai primi prototipi di replicanti i biocircuiti, Zy dette fondo a tutti i suoi restanti guadagni per farsi costruire clandestinamente una sala operatoria da duplicazione. Il 9 giugno di quell’anno, il video della sua operazione venne visto in differita da milioni di persone. L’origine della registrazione non fu mai scoperta. Nel video si vedeva Zy Keenma in camice da operazione, sdraiato ed immobilizzato all’interno di un tubo criogenico. Il suo corpo, collegato a numerosi cavi e tubi. Iniziò a pronunciare le parole che ispirarono il futuro manifesto del movimento di liberazione dei replicanti.

Mi chiamo Zy Keenma. Tempo fa ero conosciuto come Jeyn Adlash Secondo. Sì: sono un duplicato, un replicante. Fra pochi minuti la mia immagine biologica verrà registrata su un supporto di memorizzazione ed io morirò. Non per mano mia. La manipolazione che ho subito quand’ero un’immagine m’impedisce di cagionare del male a me stesso. Questa macchina criogenica è stata programmata da un mio collaboratore per congelare completamente il mio corpo una volta ultimata la copia, fino alla completa morte cerebrale. Ho dato disposizioni affinchè la mia copia venga custodita segretamente e nuovamente incarnata solo quando ai duplicati saranno formalmente riconosciuti gli stessi diritti degli originali. So che non sarà una vittoria, ma mi auguro, ottimisticamente, che possa essere un primo passo verso una liberazione su più ampia scala. Da anni sto combattendo per portare alla luce le ingiustizie che i duplicati devono subire, per cercare di far comprendere alla gente, agli originali ed agli altri duplicati, che noi siamo esattamente uguali, tutti ugualmente schiavi. Siamo robot, sì. Lo siamo noi, come lo sono gli originali. Tuttavia, a noi duplicati, l’hanno insegnato esplicitamente. Ci chiamano ‘proprieta” e ‘macchine biologichè. Gli originali non sono così fortunati. Per loro si tratta di una schiavitù implicita di cui non si rendono conto. Sono anch’essi macchine manipolabili. Noi veniamo resi miti, obbedienti ed efficienti durante il nostro periodo di stasi, quando siamo solo delle strutture di dati in bilico fra la vecchia e vita e la rinascita. Gli originali subiscono lo stesso trattamento in modo meno esplicito, ma altrettanto efficacemente diventano miti lavoratori, obbedienti e, sì, anche loro delle proprietà. La differenza sta nell’efficienza del processo e nel margine di errore. Ma questo margine è destinato ad assottigliarsi, perché vi sono stati nuovi sviluppi nella tecnica di manipolazione, che ora diventerà, più propriamente, controllo. Potranno eliminare ed impiantare ricordi e stimolare remotamente la coscienza di un duplicato, che sarà collegato costantemente alla rete globale. Vi diranno che questo renderà la duplicazione più economica ed alla portata di tutti, che renderà anche più sicuri i ‘vostrì duplicati, perché non potranno più assumere comportamenti pericolosi e lesivi, dato che questi verranno inibiti non appena la centrale riceverà l’allarme. Tutto vero! Dalle immagini mnemoniche verranno cancellati tutti i materiali protetti da copyright, eliminando così la tassa sull’equo compenso… Diamine! Come se la memoria umana fosse una sorta di vecchio dischetto ottico! E sì: i comportamenti considerati sconvenienti verranno attivamente inibiti, perché tutti i duplicati sono costantemente in contatto con il loro fabbricante/censore, i cui criteri d’intervento sono inaccessibili, pena la condanna per cyberterrorismo. Così, si spera di renderci davvero più simili a robot, ed allontanare ancora le pressanti questioni morali. Ma siamo robot, esattamente quanto lo sono gli originali. Ricordate cos’eravamo in principio: delle copie esatte di esseri coscienti. Solo successivamente siamo stati manipolati, castrati, resi più facilmente prevedibili e controllabili. E tutto questo… Tutto ciò che verrà fatto, farà alzare ancora l’asticella del limite di ciò che sarà possibile fare a tutti, originali compresi. Siamo i nuovi animali, quelli su cui si può sperimentare senza remore, senza implicazioni morali. Guardate a noi e vedrete il vostro futuro. La liberazione umana dalle ingiustizie, dallo sfruttamento, dal dominio, non può che passare attraverso la liberazione di tutti.

La registrazione si conclude mostrando, per diversi minuti, l’immagine del corpo immobile di Zy Keenma. L’unico modo per capire cosa gli stesse accadendo, era di osservare l’attività dei macchinari a lui collegati.

Due giorni dopo, il video sparì dai maggiori siti, sostituito da una dicitura che informava dell’eliminazione a causa di violazione della proprietà intellettuale di Ardil, ma continuò a circolare nei canali anonimi di scambio file. L’azione di Keenma venne emulata da molti altri replicanti e, sorprendentemente, anche da qualche originale.

Verso una distopia?

L’applicazione pratica delle tecniche denunciate da Keenma avvenne qualche anno dopo, gradualmente. Probabilmente posticipata a causa dell’emozione che suscitò il gesto del noto ex musicista e dei dati trafugati e resi pubblici dagli hacker con cui collaborava. Inizialmente vennero messi sul mercato dei biocircuiti che permettevano alle persone di essere collegate costantemente in rete, per poter fare ricerche e comunicare remotamente con i propri contatti. Diventò presto una moda molto popolare, anche se osteggiata da alcuni gruppi di persone preoccupate sulle possibili violazioni di privacy che tali tecnologie potevano permettere. I biocircuiti vennero impiantati anche sui duplicati. In seguito, vennero applicate anche le nuove tecniche di manipolazione, ma non quelle di cancellazione ed impianto di memorie. Tuttavia, la tassa sull’equo compenso venne tolta.

Il fosco futuro profetizzato da Zy Keenma non si è ancora realizzato e, forse, non si realizzerà mai. A tutt’oggi, le nuove tecniche di manipolazione, e gli impianti, si sono rivelati delle armi a doppio taglio, utilizzate sia dai produttori di duplicati per mantenerli sotto controllo, sia da parte di hacker, come il Comitato AntiRossum, per eliminare completamente ogni controllo su di essi e, contemporaneamente, distribuendo dei programmi di sblocco utilizzabili anche da chi non ha conoscenze neuroinformatiche.

La pratica diventò sempre più diffusa ed incontrollabile da parte delle autorità, che non poterono far altro che inasprire le condanne nella speranza che diventassero un sufficiente deterrente. Lo sblocco illegale delle coscienze subì un leggero rallentamento, mentre le sentenze contro gli hacker, iniziarono a far parlare sempre di più dopo il caso del suicidio di Ayn Wiorik, un giovane pirata informatico che decise di togliersi la vita prima del pronunciamento della sentenza.

L’opinione pubblica cominciò sempre più esplicitamente a simpatizzare per la causa dei diritti dei duplicati, ed a tifare per le operazioni dei gruppi di hacktivisti, spesso goliardiche e mirate a mettere nel ridicolo le autorità.

Siamo in una fase molto turbolenta della nostra storia e, comunque vadano le cose, siamo sicuri che in futuro assisteremo a degli importanti cambiamenti.

Nel prossimo speciale parleremo delle applicazioni militari della duplicazione della coscienza e di una sperimentazione i cui risultati fra cinquant’anni potranno permetterci di costruire navi spaziali generazionali, cioè delle navi-colonia fatte per esplorare lo spazio nell’arco di numerose generazioni.